Signore e Signori, si va ad incominciare

“ecco, l’ennesimo blog di viaggio”. Quanti hanno pensato questa cosa?
Si, ovviamente questo blog parlerà di viaggi, ma anche di moto, di esperienze, di tecnica e tante altre cose.

Si, l’ennesimo blog di viaggio, che prende forma come prende forma il mio viaggio “sea-to-sea”, dal Mediterraneo all’Atlantico attraverso i Pirenei.

Ho sempre nutrito una sorta di “venerazione” per i grandi viaggiatori in generale e, in particolare, per i motoviaggiatori solitari; ho sempre sognato di lanciarmi in qualche grande impresa, poi per i soliti motivi che affliggono tutti, ho rimandato, ho procrastinato ed alla fine, nonostante non abbia viaggiato poco, non sono mai riuscito a concretizzare un viaggio che avesse quel “qualcosa” che lo renda un po’ fuori dal comune.

Però la voglia è sempre stata lì, a rodere nella mente tipo tarlo, a cercare qualcosa che fosse abbastanza vicino da essere fattibile in poco tempo, ma non tanto banale da essere la solita vacanza in moto; ovviamente si sarebbe dovuto limitare all’Europa in modo da escludere traghetti, aerei, spedizioni che avrebbero inevitabilmente fatto levitare i costi ed i tempi; allo stesso tempo cercavo un itinerario che avesse una sua logica, un DA – A.
La traversata delle Alpi? non è fattibile se non restando praticamente in pianura, per questioni geomorfologiche.
Caponord? l’hanno fatto in milioni, senza nulla voler togliere al viaggio in sè, ormai è un tragitto da camionisti.

Poi guardando la cartina balza all’occhio una linea, dal Mediterraneo all’Atlantico, praticamente rettilinea, logica e invitante; la catena dei Pirenei, seguirne lo spartiacque sembra di camminare in cima ad un muro e, guardando le mappe, sembra anche che sia possibile farlo senza mai scendere.

Detto fatto, il tarlo ha iniziato a scavare, iniziano i preparativi che, questa volta, saranno un po’ diversi da quelli di tutte le altre vacanze in moto. Viaggio da solo, non ho pianificato un itinerario, e farò campeggio libero quindi bisogna cercare di prevedere gli imprevisti, se non altro per evitare di doversi far recuperare da un trattore, guidato da un agricoltore spagnolo, dal fondo di qualche vallone.

La moto? Chi mi conosce non ha bisogno nemmeno di pensarci, KTM950 adventure S, del 2005, con la quale ho fatto poco più di 40mila Km in due anni, che conosco, che so smontare (gli stessi che hanno capito al volo CHE moto, non ridano per la frequenza con cui la smonto), e soprattutto rimontare.

La tenda? La tenda è la tenda, c’è poco da dire, a mio modestissimo giudizio, è il simbolo del viaggio, superata solo, forse, dal dormire all’aperto. Ma un po’ di comfort ci vuole.

Il resto? Sacco a pelo, materassino, fornello, padella, attrezzi, ricambi, PENSO di aver previsto quasi tutto, se non ci fossi riuscito, sarebbe evidentemente un imprevisto e, come tale, non prevedibile, sono in pace con me stesso.

Ed oltre a tutta la preparazione, sono anche riuscito ad iniziare questo blog, che già di per sè è cosa non da poco, se riuscirò anche ad aggiornarlo con la frequenza dovuta, sarà una vera e propria impresa.

Adesso vado ad iniziare a preparare i bagagli, per domani ho una sorpresa in vista….

tenda

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