La collina del disonore, ovvero…

il duro contatto con la realtà.

Eh si, oggi è iniziata la traversata vera e propria, i primi due giorni di trasferimento sono passati via senza nessuna sorpresa, ma oggi è cambiato tutto…

Ho dormito male e mi sveglio tardi, quindi parto verso le 10. Poco male, non mi rincorre nessuno e non devo timbrare il cartellino qualche giro a vuoto per trovare l’ingresso della sterrata che avevo visto sulle mappe (oltretutto davanti a un poliziotto in moto che mi guarda strano) e via che si balla, il primo tratto è in mezzo ad uliveti e colline bruciate, agavi, muretti, una lepre mi attraversa la strada e un falco parte da in mezzo agli alberi. Mi sto divertendo un casino, un po’ per volta inizio a guidare sciolto, fino a che non arriva la collina del disonore.

E’ li davanti, arrogante, un costone alto una 50ina di metri con una ripida salita a sassi e canali, alè, gas aperto e su alla “o la va o mi spacco”; nel momento preciso in cui sto per arrivare in cima e scollinare mi sento fichissimo, poi arrivo in cima e… guardo giù.

IMG_20130812_122548[1]

Il primo tratto MAGARI riuscirei anche a farlo, il secondo (si intravede nella foto) mi fa una paura fottuta, mollo la moto e scendo a vedere, e faccio fatica a stare in piedi, come se non bastasse, sotto, c’è una curva secca a sinistra, quindi non posso nemmeno dirmi “ma si, la mollo e freno dopo”.
Ci penso, ci ripenso, tergiverso e li inizia a farsi strada la fifa, da un lato c’è il buonsenso, “sono da solo”, “ho la moto carica”, “se mi cade a metà non la rialzo più”, dall’altro una vocina che dice “guarda che prima o poi tanto ti ricapita, e se ti ricapita cosa fai?”. Resto li 10 minuti buoni e alla fine vince la fifa, scendo con la coda tra le gambe e mi trovo di fronte alla cruda realtà. Non ho abbastanza margine per fare certe cose. E se mi fossi imbarcato in un’impresa più grossa del previsto?
Va beh, cerchiamo un’altra strada, il primo tentativo finisce in una strada chiusa, il secondo finisce in un campo, SEMBRA terra battuta, e invece è sabbia, appena ci entro tiro una facciata da antologia, senza conseguenze ma mi spacco la schiena per rialzare la moto insabbiata.

Fanculo, l’asfalto l’hanno inventato apposta per passare dove non si riesce. All’inizio mi dispiace un po’, mi sembra di barare, poi la strada torna sterrata e ricomincio a divertirmi. Gira che ti rigira, trovare la strada giusta è un casino, non capsico bene come ma mi ritrovo in Francia, siccome minaccia un temporale epico e la zona è TANTO accidentata, decido di restare ancora un po’ su asfalto e trovo una delle più belle strade curvose che abbia mai fatto. Non tutti i mali vengono per nuocere. Faccio Col d’Ares, rientro in Spagna e, nei pressi di un laghetto trovo un gruppo di 4×4 italiani che fanno anche loro la traversata. Riparto prima di loro ed è comunque bello sapere che, dietro di te, c’è qualcuno che sta arrivando. Peccato che, poco dopo essere ripartito, mi rendo conto che ho perso la mentoniera del casco… il givi è modulare, l’avevo tolta per fare foto e respirare un po’, l’ho fissata sotto la rete elastica e mi sono dimenticato di toglierla prima di uscire dall’asfalto. Così adesso mi trovo a girare con un bellissimo casco jet… 😀

_MG_3974La strada inizia a salire, prima cementata, poi sterrata, e sale, sale, sale, intorno non c’è NIENTE, sono in mezzo al nulla, sopra i 2000 metri, intorno prati pietraie e qualche mucca, ecco, di quelle me ne accorgo quando uscendo da una curva quasi ne centro una, e la vigliacca non si sposta mica, resta li a guardarmi con aria bovina, mava?

Arrivo in cima, scollino, incontro una famigliola in 4×4 che mi dice che al paese mancano una 15ina di Km, sono appena entrato in riserva quindi sono tranquillo, se non fosse che, fatti due tornanti… SBROP… il kappone muore di colpo, quadro spento, nessun segno di vita, il voltmetro indica TRE volt… scarsi.

Mi è già successo, se il cruscotto visualizzasse dei codici per il tipo di guasto, questo sarebbe FBM, “fottuta batteria di merda”, tolgo la sella e controllo, infatti la batteria si è gonfiata, spero non si sia bruciato il regolatore di tensione.

Mi faccio gli ultimi 10 Km di sterrato in discesa in folle, e non è una bella esperienza, ma l’esperienza peggiore è quando finisce la discesa… spingere il kappone carico, è un lavoro infernale; fortunatamente un simpatico villico mi aiuta almeno sulla rampetta più ripida.

Bilancio della giornata? Uno smacco all’orgoglio sulla collina del disonore, una facciata nella sabbia, un casco smontato e una batteria andata. Domani in autostop cerco di andare in concessionaria a recuperarne una.

Ah, mentre scrivevo, ha iniziato a diluviare, andiamo bene ahahahahaha 😀

Prossima tappa -spero- Andorra.
Buonanotte.

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  1. knero

    Cavolo, veramente un bel resoconto, spero risolverai prima possibile il problema per poter continuare il tuo viaggio e poter leggere delle prossime tappe.

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