Era solo un pallido avvertimento…

pensavo non me ne potessero succedere di più nello stesso giorno, ma mi sbagliavo. Tutte stronzatine ma che accumulate mi stanno portando pericolosamente vicino ad uno sbrocco di nervi.

Ieri cambio la batteria, ok, oggi parto e tengo d’occhio il voltmetro, com’era prevedibile, A TRATTI tira delle botte da 18V invece dei 14/15 normali, ergo è andato. Prima sosta, sostituisco il regolatore, non è un lavoro complesso ma devo smontare un pacco di roba, se ne va un’ora e mezza… poi grazie ad una non ben definita “festa major” che monopolizza TUTTO il centro del paese, giro come un cretino un’altra mezz’ora per uscire dal paese medesimo.

E siamo a due ore buttate, riparto, tutto sembra andare bene, mi infilo in una stradaccia impestatissima, memore de “la collina del disonore”, decido di non cedere, su a cannone finchè mi rendo conto che -forse- sarebbe il caso di controllare dove va a finire, visto che già in basso è poco praticabile e sopra sembra diventare peggio; moto sul cavalletto, su a piedi, e in effetti la stradaccia diventa una mulattiera infame. Decido che non è il caso, ma questa volta senza nessuno smacco, è veramente troppo. Il problema adesso è girare la moto su una strada a ciottoli grossi come un cranio, troppo ripida e troppo stretta… e come se non bastasse sono le due del pomeriggio e fa un caldo fetido. Mi rassegno, così com’è la moto è troppo pesante, smonto le borse, fatico come un forzato per 20 minuti e riesco a girarla, visto che ormai sono sulla pendenza e non riuscirei a rimetterla sul cavalletto, GIU’! fino in fondo alla discesa, e poi su, a piedi a recuperare le borse. Due scarpinatori zaino-muniti mi guardano strano mentre scendo con due borse metalliche in mano. Alla fine delle operazioni ho dei vaghi giramenti di testa ma sono molto fiero di me stesso 😀

Riparto, e… oh cazzo, la spia dell’olio non si spegne… allora, l’olio c’è, i tendicatena non fanno il minimo rumore, il motore gira bene, ergo è colpa della spia, chiamo Romeo Feliciani ad Arezzo (che non smetterò mai di ringraziare), e mi dice che posso continuare. Nel dubbio, appena arrivo ad Andorra, trovo un’officina ufficiale KTM, sono gentilissimi ma impaccati di lavoro, mi lasciano usare gli attrezzi. 

Per essere sicuro che non sia qualcosa di serio, svuoto il serbatoio dell’olio, smonto la valvola di ritorno, la pulisco per bene, rimonto, riprovo e il motore gira ancora perfettamente, ma la spia non si spegne. Fanculo alla spia.

Il meccanico è un personaggio, si inizia a fare conversazione 1/3 in francese, 1/3 in spagnolo, 1/3 in català e il 21% di iva a gesti. Tira e molla si fanno le sei e mezza, deve chiudere, mi disegna una cartina coi consigli per i prossimi giorni, mi fa vedere un po’ di foto sul pc, scambio di contatti facebook di routine e riparto.

Arrivo in campeggio e… OH CAZZO. Ho dimenticato lo zainetto in officina. Per terminare in bellezza, domani è ferragosto, l’officina è chiusa FORSE riuscirò a rintracciarlo a casa, il Wi-Fi del campeggio non funziona, il ristorante è ‘na schifezza dove un piatto di “macaroni bolognesa” costa 16 euri (mi rifiuto anche solo di chiedere come sono fatti) e non ho la pila frontale, rimasta nello zainetto. Quindi stasera si fa tutto al buio.

Buonanotte -_-

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Un Commento

  1. Marco F

    Sono anseolitico. Non vedo l’ora di leggere il post di oggi.
    A quali peripezie sarà andato incontro il nostro eroe, oggi oggi? Ferragosto, mentre noi grigliavamo in giro per l’Italia?

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