L’abbigliamento, o meglio, cosa c’è sotto…

alpinismotendaL’abbigliamento tecnico, per qualsiasi attività, è arrivato ad un livello qualitativo tale da permettere di stare bene in qualsiasi condizione, anzi, trovo molto peggio il caldo torrido rispetto al freddo estremo: se ho freddo aggiungo uno strato, mi riparo dal’aria, mi imbottisco di più; se fuori ci sono 42° ho un bel da fare a scoprirmi, oltre al fatto che più di tanto non posso togliere (sia per ragioni di pubblica decenza, sia perchè sono assolutamente contrario all’andare in moto in maglietta e mutande), se la temperatura esterna è più alta della mia temperatura corporea, suderò come una bestia, mi disidraterò e magari rischierò anche di essere meno lucido che al freddo. Solo che l’abbigliamento tecnico, come qualsiasi accessorio “tecnico” appunto, va usato nel modo giusto, la miglior giacca del mondo, con il miglior pile sotto, o il miglior stivale in goretex, possono essere resi inutili da una maglietta o una calza sbagliata.

 Non ci saranno quindi consigli su un modello di giacca piuttosto che un’altra, qualsiasi completo giacca/pantalone di marca anche solo “decente”, garantisce una buona protezione per un uso normale. Se invece decidete di fare il vostro primo elefantentreffen e decidete di equipaggiarvi da zero, mandatemi un messaggio, magari qualche dritta va la posso dare. Cercherò invece di suggerire qualcosa per sfruttare al meglio l’abbigliamento invernale, sono cose che tanti conosceranno già ed avranno sentito mille volte, per altri invece ci può essere qualche novità.

Per quella che è la mia esperienza, aborro le magliette di cotone, sia in estate che in inverno, il cotone è un materiale idrofilo, è vero che assorbe il sudore estremamente bene, ma è altrettanto vero che la sua idrofilia non gli lascia “mollare” il sudore, e quindi il tessuto resta umido a contatto con la pelle. E’ facile immaginare come anche solo uno spiffero minimo di aria, a contatto con l’umido, diventi una lama piantata nella schiena.

Qualche tempo fa c’è stato il boom delle microfibre, ho acquistato kili di magliette tecniche in microfibra, e devo dire che vanno piuttosto bene, assorbono il sudore, asciugano in fretta, volendo ci si pulisce anche bene la visiera del casco; solo che, non so per quale motivo, dopo alcuni lavaggi, se vengono “sudate” e poi lasciate asciugare all’aria, tendono a puzzare di topo morto, durante un viaggio può non essere un problema in due casi:
Se potete fare il bucato spesso
Se ve ne fregate dei rapporti sociali 😀

La mia scelta definitiva ed assoluta, sia in estate che in inverno, è LA LANA! Si, questo materiale rivoluzionario derivante dalla più moderna tecnologia aerospaziale, secondo me è ancora il migliore in assoluto, tiene caldo anche da umida, non puzza, asciuga in un secondo ed isola come niente altro.

merino

Il fatto che sia isolante la rende un materiale fantastico anche in estate, le magliette ultrasottili in lana merino danno, secondo me, una sensazione di benessere migliore rispetto a qualsiasi altro materiale; durante le ultime due estati, per caldo torrido che fosse, ho usato magliette a maniche lunghe di merino, sotto al giubbino estivo traforato, oppure sotto alla pettorina da off, trovandomi bene come con niente altro.

Per le calze vale lo stesso discorso, la calza in cotone è malsana anche in estate, in inverno è malsana e scomoda perchè si inumidisce, quindi via di microfibre o, al solito, santissima lana. Per quanto riguarda le calze però è bene far notare una problematica in più… se sono troppo spesse, sono PIU’ FREDDE! Perchè? Semplice, perchè se comprimono il piede all’interno della scarpa, rallentano la circolazione e fanno avvertire più freddo. Vado in montagna da un po’ di anni (molti più di quelli da cui vado in moto), ed ho visto personalmente un tizio rientrare da un’uscita invernale con le dita dei piedi nere, dopo aver fatto il brillante ragionamento “ieri ho avuto freddo, oggi metto due paia di calze”, quello che ha rimediato è stato un principio di congelamento.

Qualcuno usa il calzino in seta, io tanto lo amo sotto lo scarpone da sci, quanto lo detesto sotto lo stivale da moto, per un motivo semplicissimo, la seta è una fibra estremamente termica, è vero, ed anche estremamente sottile: lo stivale da moto, a differenza di uno scarpone da sci, non ha imbottitura ma solo una fodera, fodera che, essendo direttamene a contatto con la tomaia, si raffredda per colpa dell’l’aria, preferisco quindi avere un minimo di spessore che eviti il raffreddamento per contatto.

Una cosa che i più non notano ma riduce parecchio la sensazione di freddo, è il modo in cui si appoggiano i piedi sulle pedane: se siete tra quelli che tengono appoggiata la punta del piede, probabilmente guiderete con il piede molto o poco flesso, questo rallenta la circolazione, insieme al fatto che lo stivale si piega e facilmente preme sulle dita, se in estate la cosa non si nota, provate in inverno ad appoggiare la pedana a metà della pianta in modo da guidare con il piede perfettamente diritto… secondo me la differenza la notate.

 Infine le mani… che sono forse la parte che causa più sofferenze a chi va in moto in inverno, ho a casa una collezione di guanti con cui potrei aprire un negozio vintage: pelle, goretex, H2Out, neoprene, penso di averle provate tutte, purtroppo i guanti hanno un paio di problemi inevitabili, il primo è che -ovviamente- non possono essere troppo spessi o toglierebbero qualsiasi sensibilità e diventerebbero scomodi, la seconda è che la mano ha una superficie radiante enorme rispetto alla massa che ha, di conseguenza disperde un sacco di calore. Se a questo aggiungiamo il fatto che, salvo minimi movimenti, almeno una delle mani è costantemente inchiodata nella stessa posizione (la destra, ovviamente, quella sul gas) è facilissimo arrivare a dolori lancinanti alle punte delle dita e, a lungo andare, poter avere anche qualche problema più serio alle articolazioni.

Le manopole riscaldate sono sicuramente un piacere, ma non impediscono alla mano di essere interamente esposta all’aria, i paramani da enduro aiutano, moltissimo, ma la soluzione definitiva sono i coprimanopola, si quelli che in genere si vedono sugli scooteroni in città.
In preda ad una botta di pregiudizio, li ho sempre considerati una roba “Non da motociclisti”, finchè non li ho visti montati sulla moto di, nientepopodimenoche…Mr. MARC COMA, esattamente, alla Dakar di un paio d’anni fa, si è vista in giro una foto scattata da Coma stesso, durante una tappa in quota, nella quale si vede il manubrio del suo KTM450 con un bellissimo paio di coprimanopole da scooterista di città. Se le usa lui… 😀

L’accoppiata definitiva sono i coprimanopole e sotto le manopole riscaldate, li si sfocia nella lussuria vera e si riesce a girare in inverno con i guanti estivi o poco più.

Una cosa che è utile conoscere quando si gira in moto con temperature basse è il fenomeno del wind chill, ovvero il raffreddamento dovuto all’azione del vento (e ovviamente dell’aria che ci investe durante la marcia), per avere un’idea di quanto questa cosa incida, basta ricordare che a 80Km/h una temperatura di 10° (quindi accettabilissima) viene percepita come una temperatura pari a 4°, e la diminuzione non è lineare, 0° a 80Km/h vengono percepiti come -10°, e se andiamo a velocità autostradali (130Km/h) abbiamo una temperatura percepita di -12°, e dodici sottozero iniziano ad essere davvero pochi…
La cosa più importante in assoluto è quindi SEMPRE ripararsi il più possibile dall’aria. Quattro maglioni uno sopra l’altro, riparano meno di un antivento leggero sopra una maglietta termica.

Non ho volutamente parlato di abbigliamento riscaldato elettricamente, non ne ho, non l’ho mai provato e non ne ho mai sentito il bisogno, chi lo usa ne è entusiasta, chiedete a lui.

cascopioggia

La pioggia invece è un problema a parte, ovviamente parlo sempre in base a quella che è la mia esperienza, ma anche il miglior completo in goretex, della marca più blasonata, in caso di pioggia veramente forte o che duri tanto tempo DEVE essere insacchettato in una bella tuta antiacqua, possibilmente monopezzo. Non fosse altro che per non essere costretti a tenersi indosso la giacca con l’esterno fradicio quando smette di piovere. In questo caso sono ammesse anche le soluzioni di fortuna…

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  1. Pingback: Intimo tecnico SIXS, fu vera gloria? | www.moto-explorer.com

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