Chi ha orecchie per intendere…

_MG_3938Correva l’anno 1981 o giù di li, mia sorella, giunta all’età di circa tre anni, aveva bisogno di uno spazio un po’ maggiore rispetto alla culla messa in roulotte d’estate in campeggio, due crudeli genitori decisero quindi che era ora di sbattermi fuori dalla roulotte e mi acquistarono una fantastica tenda canadese marca “Noel”, è stato l’inizio di un amore che dura da più di 30 anni.

alpinismotendaQuindi dopo aver app  rezzato le gioie del motociclismo in inverno, lo step successivo è il mototurismo in tenda. Due cose che rendono i veri cultori delle medesime disprezzati da pressoché qualsiasi esemplare di sesso femminile appartenente alla razza umana (i cani e le formiche in campeggio si divertono un sacco, ma portarli in moto è complesso quindi non ne tratteremo in questa sede).

Innanzitutto ritengo sia opportuno differenziare le esigenze di chi fa campeggio stanziale da chi si sposta con maggiore frequenza, i motociclisti in genere appartengono alla seconda categoria e, ovviamente, è sulle esigenze di questi che cercherò di scrivere qualcosa, soprattutto a beneficio di chi di tende non sa assolutamente niente ma vorrebbe provare.

La prima domanda da porsi al momento dell’acquisto di una tenda da campeggio è “di quanto spazio ho bisogno?”, le tende vanno da cose poco più grandi di un loculo, nelle quali si sta sdraiati da soli E BASTA, fino a veri e propri tendoni da circo, con più camere e nei quali si sta in piedi; queste ultime in genere sono troppo grandi per essere caricate su una moto (anche se ho visto gente riuscirci), quindi direi che il range utile va dalle monoposto fino alle 3 posti, in tutte le varianti offerte dal mercato. Sta all’utilizzatore decidere se gli basta un posto in cui dormire, lasciando fuori tutto il resto, se necessita dello spazio per i bagagli, per un eventuale compagno di viaggio o addirittura per i bagagli E il compagno di viaggio

La seconda domanda è “in quali stagioni penso di usarla?” partiamo dal presupposto che una tenda invernale o “ quattro stagioni” può essere usata senza grossi problemi anche in piena estate, mentre una tenda estiva, in inverno, può essere causa di notti orrende, la differenza più grossa è dettata della costruzione.  Le tende estive hanno ampie pannellature in zanzariera, e non hanno la falda, ovvero quella striscia che dal bordo inferiore della tenda arriva fino a terra, queste caratteristiche consentono un ottima circolazione dell’aria, con tutti i pro ed i contro del caso. Le tende 4 stagioni invece sono dotate di aperture nettamente meno ampie e di falda a terra, il che le rende molto più isolate ma espone maggiormente al rischio di condensa e le rende -ovviamente- meno areate in estate. A mio giudizio, se si pensa di campeggiare anche in inverno, è bene mettere in conto una tenda un po’ più grande del dovuto in ogni caso; se in estate può non essere un problema uscire dalla micro-tenda in mutande per vestirsi, in pieno inverno e sotto un temporale potrebbe essere meno gradevole.

649_1088168921487_3536_n[1]L’ultima -ma non meno importante- domanda è “quanto spazio ho sulla moto?” Su una granturismo con borse, bauletto, portapacchi, e sella del passeggero libera potete tranquillamente caricare un container di roba, l’ingombro diventa quindi un fattore poco importante, viaggiando in due, magari su un enduro con le sole borse e portapacchi, il problema inizia a farsi sentire di più, quindi prevedete in anticipo DOVE e COME sistemare la tenda sulla moto.

La quasi totalità delle tende è a doppio telo, una camera interna non impermeabile, ed un telo di copertura; esiste poi una ristretta famiglia di tende monotelo, si tratta o di prodotti estremamente tecnici, generalmente destinati all’alpinismo, costosissimi e con limiti e vantaggi ben precisi, oppure di tende estremamente economiche. Delle prime parleremo brevemente a fine articolo, le seconde è meglio lasciarle dove sono, in genere sullo scaffale del supermercato. Oltre alla camera, alcune presentano uno o due absidi, ovvero dello spazio tra l’apertura della camera e quella del telo superiore. Utili per riporvi abbigliamento bagnato, scarpe, cucinare e che permettono di tenere la porta della camera aperta quando piove

Non mi soffermerò molto sui materiali, la stragrande maggioranza delle tende è costruita in nylon poliestere, le più grosse differenze si trovano nel materiale del pavimento e della paleria.

I pavimenti possono essere in nylon poliestere o in polietilene, il primo è uguale al materiale del resto della tenda, il secondo ha un aspetto più plasticoso e spesso e si trova in genere su tende di livello più economico, essendo più pesante ed ingombrante. La paleria può essere in alluminio o in vetroresina, il primo è più leggero e più resistente alle basse temperature, la seconda è più pesante e più economica. Personalmente preferisco il primo, oltre che per il peso anche perchè, in caso di rottura, non tende a fare schegge e bordi taglienti come la vetroresina.

Un discorso più approfondito lo merita la struttura, essendo ormai quasi completamente abbandonate le classiche tende canadesi (quelle triangolari delle giovani marmotte), oggi le due grandi famiglie sono quella a tunnel e quella a cupola in tutte le loro varianti. Quelle a tunnel presentano il vantaggio di un migliore sfruttamento dello spazio interno, solo che presentano uno svantaggio per me non da poco, necessitano di essere picchettate alle due estremità per mantenere in tensione il tunnel, non sono quindi autoportanti.

Se questo può non essere un problema in condizioni normali, provoca crisi di nervi paurose quando la tenda debba essere, per qualsiasi motivo, montata sul cemento o sull’asfalto, dove i picchetti non entrano. In questo caso può essere utile avere una scatola di chiodi in acciaio di misura 6 o 8; ovviamente poi bisogna procurarsi o avere un attrezzo con cui piantarli.

229477_1040241603334_6001_n[1]Le tende a cupola invece, avendo la struttura composta da archi incrociati, stanno in piedi anche senza essere fissate a terra; magari non perfettamente tese, magari con gli absidi afflosciati, ma almeno consentono un riparo di fortuna in qualsiasi condizione. La paleria può essere fissata al telo esterno (con la camera appesa) o alla camera interna (con il sovratelo appoggiato), c’è quindi la possibilità di portarsi dietro solamente i pali ed il relativo telo. Tenendo sempre ben presente che la camera interna non ripara dalla pioggia e dagli sguardi di eventuali passanti, mentre il sovratelo non ha il pavimento e quindi si dormirà a contatto con la nuda terra. Il vantaggio è che si riducono drasticamente peso ed ingombro.

Un’ultima categoria comprende le tende automontanti, tipo le quechua 2seconds o quelle con apertura ad ombrello. Le prime hanno riscosso un grandissimo successo ma le trovo piuttosto ingombranti da chiuse, il modello più piccolo diventa un disco da 45cm di diametro ed ospita due persone, le altre sono quasi improponibili da caricare su una moto; quelle con apertura ad ombrello hanno i pali che si piegano mediante un sistema di cerniere e blocchi, ed il telo attaccato permanentemente ai pali stessi, da chiuse ingombrano più o meno come una tenda classica ma sono più pesanti ed in caso di rottura di uno dei giunti può essere veramente problematico fare una riparazione di fortuna.

I prezzi vanno da poche decine di euro fino a ben oltre i mille per i modelli più tecnici da alpinismo. Quando si parla di tende io sono dell’idea che, se si prevede un uso abbastanza regolare, spendere qualcosa in più sia sempre una buona idea. Ovviamente senza andare ad acquistare l’ultimo grido in fatto di materiale da spedizione himalayana, una buona tenda da trekking o da alpinismo, se ben tenuta, fa il suo lavoro per decine di anni. La più vecchia delle mie tre è una Ferrino di gamma alta acquistata circa 25 anni fa, l’unica manutenzione di cui ha necessitato è stata la sostituzione degli elastici interni ai pali.

Ho accennato più su alle tende monotelo, come dicevo sono prodotti nati per quelle situazioni in cui il minimo ingombro e peso sono di importanza vitale, anche a fronte di problemi di condensa ed isolamento termico nullo. Una buona monotelo in goretex costa anche più di mille euro, è minuscola, gelida in inverno e senza aperture per far circolare l’aria in estate. Per fare una notte a seimila metri va bene, per fare campeggio NO. In alternativa ci sono monotelo di fascia super economica, in genere prodotti da supermercato, in questo caso hanno tutti i difetti delle monotelo più tecniche e inoltre ingombrano di più, non traspirano minimamente e, se non ci piove dentro, rischiate di trovarvi comunque col telo che gocciola a causa della condensa. Praticamente sono dei cessi di proporzioni industriali.

649_1088168441475_9468_n[1]A questo punto avete scelto la vostra splendida tenda, provate a montarla appena arrivati a casa, almeno per qualche volta in modo da avere la sicurezza di poterlo fare velocemente in qualsiasi condizione, trovarsi a litigare impigliati in un telo, con un palo piantato in un occhio e l’altro tra i denti, durante un temporale epico, non è affatto bello. Il montaggio è sempre meglio farlo con tutte le cerniere chiuse, altrimenti il rischio di non riuscire a farlo una volta montata è altissimo. E provate anche a piegarla e riporla all’interno della sua custodia in modi diversi. La piegatura “di serie” non è detto che sia quella meno ingombrante, anzi spesso è semplicemente la più veloce da fare in fabbrica ma è possibile risparmiare parecchio spazio. Infine, prima di partire, fate un regalo alla vostra tenda, procuratevi un telo da mettere sotto alla medesima ed usatelo sempre. Ripara da spine, sassolini, sporco, fango e, se serve, offre un minimo di isolamento in più. Può bastare un pezzo di plastica spesso e tagliato della misura adatta, io ho fatto tagliare un pezzo di nylon pesante, tipo quello delle tende per esterni, e gli ho fatto applicare degli occhielli in modo che i pali ci si incastrino a misura.

Ok, avete tutto, la tenda, il telo, la sapete montare al buio senza pila (non ridete, a me è tornato utile), adesso avete due alternative, il camping o il campeggio libero.

Il camping risolve un sacco di problemi, avete infrastrutture, servizi, acqua, luce elettrica e piazzole pulite e spianate, se non avete mai fatto campeggio può essere la soluzione migliore per provare, ma niente secondo me supera il fascino del campeggio libero, se fatto con intelligenza e giudizio.

Una volta deciso dove andare, è utile qualche dritta su dove montare la tenda, scegliete un posto piano o in leggerissima pendenza (in questo caso montate la tenda in modo da avere la testa in alto), fate attenzione che non sia in una conca o in una depressione, anche se poco profonda, in caso di temporale si trasformerà probabilmente in una pozzanghera.

Evitate di montare la tenda sotto agli alberi se minaccia pioggia. Sembra che riparino ma, quando smette di piovere, continuano a gocciolare per delle ore ed il terreno non asciuga; non montatela MAI sotto piante resinose, pioggia o non pioggia, in poco tempo vi troverete col telo coperto di resina toglierla è un macello. Inoltre, pioggia o non pioggia, resina o non resina, sulle piante si posano gli uccellini, e gli uccellini fanno la cacca. A buon intenditor…

Preparate il terreno, controllate di non trovarvi con una radice o lo spigolo di un sasso piantati nella schiena appena vi sdraiate, ripulite bene da rametti, sassolini, cocci, ricci di castagne e qualsiasi altra cosa possa rovinare il fondo della tenda. Sembra un lavoraccio ma alla fine si tratta di guardare bene uno spazio di 3-4 metri quadrati, si fa in un attimo.

Stendete il telo e fate colpo sulle olandesi della tenda a fianco innalzando il vostro accampamento in 5 minuti netti.

E’ sempre cosa buona riporre la tenda asciutta e pulita, questo ovviamente non comporta doversi far venire delle crisi di nervi se proprio non potete farlo, una tenda che resta nel suo sacco umida e sporca il tempo di arrivare a casa non si autodistrugge, perfino per un paio di giorni può sopravvivere senza nessun problema; una volta arrivati però apritela, stendetela e pulitela accuratamente, ASSOLUTAMENTE eliminate gli escrementi degli uccellini di cui si parlava sopra, contengono composti azotati che diventano corrosivi ed arrivano a bucare il tessuto, eliminate insetti, rami, foglie, fango. Eventuali macchie di resina possono essere tolte con olio di oliva, successivamente si elimina la macchia di olio di oliva con un po’ di borotalco o saponaria, si lascia assorbire per un’oretta e si spazzola vigorosamente. Altre grosse manutenzioni non ne servono.
La prossima volta si parla di cosa fare DOPO montata la tenda. No, non con le olandesi.

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