Etichettato: donne in moto

L’EICMA è pieno di vacche!

No fermi, ferme, non linciatemi, almeno non ancora.

Non lo sostengo io, lo sostiene unA amabile utentA di un gruppo facebook che aggiunge “che manco sanno cosa sia un bicilindrico, cazzo!”.

Che all’EICMA ci siano quasi più pipparoli che motociclisti è un dato ormai assodato da tempo, che nemmeno molti dei suddetti pipparoli non sappiano cosa sia un bicilindrico, è anch’essa una certezza, quello che mi ha stupito è la botta di acidità che queste figliole suscitano in alcune motocicliste. Dagli uomini paganti ho sentito dire le peggio battute da caserma, ma difficilmente ne ho sentiti lasciarsi andare in giudizi morali così crudi come quelli emessi inappellabilmente da alcune loro colleghe.

So già che, a questo punto, qualcuna avrà già urlato “collega un cazzo, io non faccio la zoccola”, confermando quanto ho appena scritto sopra.

Ebbene, devo smentire due luoghi comuni:
– primo, il fatto che si facciano fotografare insieme a voi, non implica che accetteranno inviti a cena, numeri di telefono, biglietti da visita, aeroplanini con scritto dentro “vola via con me” o addirittura offerte tipo “ti faccio fare un film coi vanzina” (tutto vero)
– secondo, il fatto che non facciano altro che restare sedute su una moto, generalmente in vestiti attillati, non implica il fatto che siano zoccole

Qualcuna è motociclista, e a qualcuna delle moto non frega assolutamente nulla, quindi, evidentemente, non è tenuta a sapere cosa sia un bicilindrico visto che non deve spiegare fiches tecniche ai visitatori (comunque conosco anche motocicliste, ed anche motociclisti, che non sanno cosa sia un bicilindrico o quasi)

hot-mess-ducati-panigale-motocorsa-1Stendiamo un velo pietoso sulla categoria pipparoli e soffermiamoci un attimo sui giudizi morali, la domanda che mi pongo è “perchè -in linea di massima- solo le donne giudicano “zoccole” altre donne che usano la loro immagine per guadagnarsi da vivere? La prima osservazione che ho fatto è che difficilmente una che potenzialmente potrebbe fare un lavoro del genere giudica male chi effettivamente lo fa. Mi spiego meglio, in genere questi giudizi categorici ed assoluti mi sanno un po’ di “vorrei ma non posso” (e qui qualcuna mi starà odiando ferocemente).

La seconda osservazione che mi viene in mente, è che non riesco a capire perchè se fai vedere il cervello sei una paladina della categoria, se fai vedere il culo no, sono entrambe parti anatomiche degne di rispetto ed aventi una loro dignità.

Boh, sarà un mio mero punto di vista ma ho la netta impressione che “l’emancipazione femminile” diventi autoghettizzazione, ho letto post di donne che si rifiutano di andare in giro con motociclisti uomini, ho letto di manifestazioni durante le quali era espressamente richiesto di lasciare a casa gli uomini, la cui partecipazione non è gradita.
Ho letto post di donne che prima sostengono che andare in moto è una cosa perfettamente normale anche per una donna, e poco dopo “non credevo ce l’avrei mai fatta, pensavo fosse impossibile” (ragazza mia, a meno che tu non sia totalmente ottenebrata, come hanno imparato tanti maschietti, non vedo perchè una donna non dovrebbe riuscirci o dovrebbe sentirsi un fenomeno per esserci riuscita)

Ho letto una scrivere “dovreste vedere le facce della gente quando mi fermo, tolgo il casco, e vedono che sono una donna, non sanno cosa dire, una volta uno mi ha addirittura sorriso” (giuro, ha scritto così)

Ok, può anche starmi bene, potrei anche farci sopra decine di battute scontate, ma se la stessa cosa venisse scritta sulla locandina di un motoraduno esclusivamente maschile, oltre alle solite scontate battute sul fatto che i motociclisti sono mezzi ricchioni, probabilmente ci sarebbero un paio di interrogazioni parlamentari, una manifestazione di protesta, un centinaio di reggiseni bruciati e quei pochi motociclisti non ricchioni, non la vedrebbero per dei mesi.
In compenso giusto due minuti fa mi capita sott’occhio il link a un articolo di PIANETA DONNA (quindi sicuramente non una bandiera del machismo militante), scritto da una donna, i cui titoli di paragrafo sono:

IMAG0438 Il look (e la scelta della moto) della perfetta motociclista (sia mai che prendi una moto fuorimoda o della scorsa stagione)
– Essere di moda anche sulla moto (quest’anno va il look hipster, ma l’anno prossimo? cambi moto e guardaroba? E se un anno dovesse andare il look ballerina classica?)
– La scelta dei colori della moto (tremo al pensiero di quando andrà di moda la fantasia tartan o pied-de-poule)
– La scelta degli accessori e la personalizzazione (ovvero consigli per i carrozzieri che intendano verniciare il serbatoio pendant  con le unghie della pilota)
– L’aspetto tecnico e funzionale PER ULTIMO…

 

Ragazze, non vi viene il dubbio che, a volte, un po’, vi stiate tirando la zappa sui piedi?
Ok, adesso potete anche linciarmi.

Il SUO punto di vista. L’opinione di Maria.

IMG_20141005_164319Penso sia capitato a quasi tutti i motociclisti di essere vittime dell’idea di mettere in sella la propria compagna.
Qualcuno non ci riesce, qualcuno si, ma cosa succede di preciso quando ci riesce?
Succede che poi, se ha un blog, vuole un articolo. E quella è la parte più difficile.

(Quello che succederà appena vede la foto qui a fianco, ve lo risparmierò, sarà cruento)

 

 

 

Questo è un videoriassunto.

E questo è quello che pensa, senza filtri intermedi.

Ricordo perfettamente lo sguardo terrorizzato dell’esaminatore della motorizzazione quando tagliai con disinvoltura la strada a un furgone bianco. La patente però me la diede comunque.

“FBL” mi disse

“FBL?”

“Fa balà l’occ!”

Il mio sguardo vacuo a quella che doveva essere una illuminante spiegazione fece comparire nei suoi occhi un guizzo di ripensamento, ma l’omino della scuola guida con una disinvolta gomitata mi salvò dall’impiccio.

La foto della mia patente è proprio venuta bene. Sarebbe stato un peccato.

Non è che le cose poi, con gli anni (pochi eh!), siano molto migliorate. Ma le due ruote sono un’altra cosa, giusto?

E spero che siano un’altra cosa anche rispetto alla bici, che di ruote sempre due ne ha. No, perché i vigili riescono a tirarmi le orecchie pure quando pedalo. E la mia bici è poco più che un triciclo.

Questa premessa può spiegare lo sgomento di chi mi conosce nel vedermi inerpicata sopra un KTM 950.

Pesante. Molto pesante.

Enorme. Molto enorme.

E alto. Molto alto.

E io appollaiata là sopra che comincio a chiedermi ‘perché?’ e cerco di stirarmi le gambe più che posso. Per la prima volta nella mia vita mi sento bassa. Eccolo il primo insegnamento motociclistico: essere bassi è una fregatura. Pure se non lo sei.

Stira la gamba, non inclinare la moto, stira la gamba non inclinare la moto.

E non è che vedere le foto di Gaston Rahier, che nano lo era davvero, mi sia di gran conforto.

Stira la gamba, non inclinare la moto, stira la gamba non inclinare la moto.

Mi concentro.

Trovo un equilibrio precario e cerco di focalizzarmi su quello che dice il Pelati.

Stira la gamba, non inclinare la moto, stira la gamba non inclinare la moto.

‘Premi la frizione e metti la prima’

FBL almeno era un segnale in codice. Questo è italiano, ma lo sguardo vacuo è lo stesso di tanti anni fa. Ehm… pochi anni fa. Pochi!

Stira la gamba, non inclinare la moto, stira la gamba non inclinare la moto.

Ok, certo, se ci sono le marce ci deve essere una frizione. Logico. Che la frizione stia al posto del freno anteriore, però come facevo a saperlo? E sono sicura che non dipenda dal fatto che sono concentrata a non scatafasciarmi in terra col kappone.

Il neurone, quando non è impegnato a stirare la gamba e a non inclinare la moto, sbraita un sempre più isterico ‘PERCHE’?’

Comincio a credere che abbia ragione.

L’entusiasmo che dovrei avere io lo vedo tutto nel Pelati, ma temo sia tardi per i ripensamenti.

E allora parto. Parto.

Wow. Si muove.

Fico. Non cade.

Wow. WOW. UuuuH WOW sto andando! Sto andando!! STO AAANDANDOOOOO!!

E’ iniziata così.

Il neurone il perché alla fine non l’ha mica ben capito, però ha smesso di urlare e secondo me si diverte un casino.

P.S.: ovviamente appena mi sono fermata sono caduta. Io e il kappone. Forse in quel momento il Pelati ha perso l’entusiasmo iniziale. Il suo entusiasmo maltrattato l’ho adottato io. E a lui ho lasciato i miei ripensamenti. Ma ormai è tardi. Il neurone si è messo il casco.