Etichettato: imbottitura

Isolamento, impermeabilità, traspirazione… un po’ di chiarezza

Visto che, finalmente, sembra stia smettendo di piovere a favore di un bel freddo tonificante, vorrei riprendere l’argomento “abbigliamento invernale” che avevo già trattato QUI, e parlare un po’ di membrane ed imbottiture.

Giusto poco fa, leggevo una discussione su Facebook nella quale qualcuno sosteneva che il goretex “è impermeabile e traspirante ma, a causa di questa sua peculiarità, non è adatto a proteggere dal freddo”; più giù qualcuno sosteneva che col goretex ci si bagna “se non si mette una vera membrana impermeabile sotto” e più giù ancora che “il meglio è la cerata”.
Direi che c’è un po’ di confusione, soprattutto perchè impermeabilità ed isolamento sono due cose totalmente diverse.

L’impermeabilità, come è facile intuire, è la capacità di non far passare l’acqua da un lato all’altro di una membrana, quando l’impermeabilità è assoluta, non passa nemmeno il vapore.
L’isolamento è la capacità di mantenere una temperatura costante al variare della temperatura esterna.

Il miglior isolante che esista è l’aria ferma ed asciutta, ecco perchè i capi più isolanti sono quelli che riescono a trattenere più aria. Una imbottitura di buona qualità, occupa un sacco di volume con una minima quantità di materiale, nel caso delle imbottiture sintetiche si misura il peso al metro cubo, nel caso del piumino si usano i CUIN (CUbic Inches), che indicano il volume, in pollici cubi, di un’oncia di piuma, sono due unità di misura opposte ma che misurano esattamente la stessa cosa: quanta aria riesce ad intrappolare una certa quantità di imbottitura. Imbottiture di scarsa qualità sono dense, pesanti, ed hanno dentro pochissima aria, quindi isolano poco.

CUINIl miglior impermeabile che esista, è la plastica, o il tessuto cerato, o spalmato, comunque a tenuta stagna

Il problema è che spesso l’impermeabilità va a scapito della termicità.
E questa è la cosa che crea più disorientamento, come può un tessuto più impermeabile essere meno termico di uno addirittura NON impermeabile? Semplicemente perchè oltre all’umidità esterna, c’è quella interna, noi sudiamo, sempre, comunque, anche restando fermi, anche se fa freddo. Magari sudiamo meno, ma la traspirazione corporea avviene SEMPRE, e quando la traspirazione incontra uno strato esterno impermeabile e freddo, ci si condensa sopra e da vapore si trasforma in acqua. E siamo bagnati…

A questo punto entrano in gioco le membrane traspiranti, Gore-Tex, Sympatex, Drytex, H2Out, sono tutti marchi commerciali che indicano tessuti che -nelle intenzioni del

proprietatessutiproduttore- tengono fuori l’acqua e fanno uscire il vapore in modo da evitare che si formi condensa.

Quindi no, il goretex non tiene caldo, ma perchè non è nato per tenere caldo, è nato per tenere asciutti e per evitare condensa.
E le cerate? Le cerate NON sono “più termiche del Gore-Tex” (o di qualsiasi membrana), sono semplicemente più impermeabili, l’impermeabilità di un tessuto si misura in mm di acqua, ovvero l’altezza della colonna d’acqua (e quindi del peso, e della pressione, della medesima) che il tessuto può sopportare prima di iniziare a farla trafilare. Una cerata, o una ipotetica giacca di plastica, ha teoricamente una impermeabilità assoluta, una membrana traspirante è inevitabilmente “meno” impermeabile, parliamo comunque di colonne d’acqua talmente alte da potersi considerare comunque a tenuta anche quando, viaggiando in velocità, l’acqua sbatte sul tessuto conforza e quindi con una pressione maggiore della semplice pioggia. Il problema delle cerate è che non traspirano NULLA e quindi torniamo al problema della condensa, spendiamo un cifrone di abbigliamento intimo ultra tecnico, che allontana il sudore dalla pelle, lo trasporta all’esterno, tiene asciutti, non puzza e ci fa anche due coccole, e poi il sudore trasportato all’esterno dalle fichissime mutande tecniche, si scontra con la cerata, condensa, e voilà, palle in umido.

Quindi, a mio modestissimo giudizio, la cerata è superiore solo in un caso: quando si debba guidare per ore ed ore sotto l’acqua battente, e solo per evitare di trovarci con l’esterno del completo fradicio, pesante dodici Kg, e che ci mette tre giorni ad asciugare. Per il resto, una bella membrana, con sotto una bella imbottitura è sempre migliore.

E vorrei aggiungere due righe riguardo al windstopper, che secondo alcuni è il non plus ultra da portare sotto al completo in cordura. Mi spiace, ma non serve assolutamente a nulla di più di un buon pile, anzi è meno caldo: il windstopper, come dice il nome, ha una membrana antivento laminata al pile che serve a fermare l’aria, per leggera e sottile che sia, anche lei riduce la traspirazione. Quindi, considerato che abbiamo GIA’ addosso uno strato (anzi, coi completi invernali spesso tre) che è perfettamente antivento, che senso ha metterne un quarto sotto, quando lo stesso effetto isolante, o addiruttura migliore, si ottiene con un semplicissimo pile?

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