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Chiù (saccu a) pilu per tutti!

Il sacco a pelo, croce e delizia del campeggiatore.
Visto che sembra che i raduni invernali stiano avendo un momento di gloria, e visto che qualcuno è venuto a chiedermi chiarimenti, direi che ci sta bene un seguito all’articolo sulle tende.

Il sacco a pelo è oggetto di discussione tra campeggiatori probabilmente da quando si conosce il pelo, le variabili sono molte ed ognuno ha le sue preferenze, più o meno motivate, al solito provo a dire la mia sperando di chiarire le idee a chi ne avesse bisogno.

PUNTO PRIMO: LE TEMPERATURE INDICATE

In Europa esiste una normativa (la EN 13537) che indica come devono essere misurate le “prestazioni” di un sacco a pelo, praticamente qualsiasi sacco a pelo, fatte salve le peggiori ciofeche, porta cucita un’etichetta, sulla custodia o sul sacco stesso, sulla quale sono indicate quattro, temperature. (Attenzione, la sola presenza dell’etichetta non basta a garantire la normativa, questa dev’essere espressamente citata).

temperature-sacchi

Quella riportata qui, forse una delle più chiare, è quella che si trova sui sacchi a pelo Ferrino, altre marche possono usare grafiche diverse ma i dati contenuti sono gli stessi.
La massima temperatura di comfort è un dato relativamente poco utile, sarebbe la temperatura fino alla quale un uomo adulto può dormire “senza eccessiva traspirazione”, con cappuccio abbassato, cerniera aperta e braccia fuori dal sacco. Utile fino ad un certo punto direi.

La prima temperatura di comfort (-9° in questo caso) è quella temperatura alla quale UNA DONNA STANDARD, può dormire in posizione rilassata senza provare freddo

Il limite inferiore di comfort (-16° in questo caso) è quella temperatura sotto la quale UN UOMO STANDARD, può dormire IN POSIZIONE RANNICCHIATA senza provare freddo

La temperatura estrema (-37° in questo caso) è quella temperatura fino alla quale il sacco a pelo può RIPARARE DALL’IPOTERMIA PER SEI ORE UNA DONNA STANDARD… Attenzione che questo non vuol dire che permetta di dormire, ma semplicemente che non vi fa morire.

test sacchiPer uomo standard si intende un uomo di 25 anni, di corporatura media, altezza 173cm, peso 73Kg
Per donna standard  si intende una donna di 25 anni, di corporatura normale, altezza 160cm, peso 60Kg
Questi dati si basano ovviamente su sensibilità “medie”, conosco donne che girano in canottiera in inverno, e uomini che iniziano a battere i denti a 15°, e le misurazioni vengono eseguite infilando nel sacco un manichino dotato di sensori che misurano la dispersione termica. quindi vanno presi con beneficio d’inventario, ma sono utili ad avere un inquadramento generale.

L’errore più comune che fa chi acquista per la prima volta un sacco a pelo, è lanciarsi sulla temperatura estrema, pensando di poter dormire a -30° in tutta serenità, niente di più sbagliato. Come scritto sopra, con un sacco a pelo indicante come “extreme” 30 gradi sotto lo zero, a quella temperatura vi evita di morire per ipotermia, ma passerete una notte d’inferno. Le temperature di interesse sono la upper e la lower comfort, poi dovrete essere voi a valutare se siete freddolosi o meno. Come indicazione generale, è utile ed ovvio ricordare che un sacco a pelo un po’ più pesante può essere tenuto aperto, uno troppo leggero vi farà dormire male; ovviamente senza esagerare, un sacco a pelo da spedizione artica, anche aperto, in estate non è comodo.

PUNTO SECONDO: LE IMBOTTITURE

Quindi fate mente locale, decidete cosa volete fare col vostro sacco a pelo e decidete qual è il rating di temperatura di cui avete bisogno. Fatto questo andate in negozio, o aprite il web e il secondo dilemma è “piuma o sintetico?” Altro argomento sul quale ci sono state discussioni fiume, si sono rotte amicizie, sono volati schiaffi e male parole. Non proprio, ma quasi.
Partiamo da un presupposto, con i materiali moderni si possono ottenere rating di temperature identici sia con la piuma che col sintetico, anche parlando di temperature estreme, non è quindi vero che “la piuma è più calda”, se uno vi fa un’affermazione del genere, o è un venditore in malafede che cerca di vendervi a tutti i costi un sacco in piuma, o non ha le idee chiare. Quello che fa la differenza tra i materiali isolanti è il filling power o  loft,  ovvero la capacità del materiale di imbottitura di gonfiarsi e quindi intrappolare aria, che è il vero isolante. Ne parliamo QUI
L
a piuma, o meglio il piumino (che non sono la stessa cosa) ha dalla sua il vantaggio di essere più leggero e comprimibile, quindi, a parità di peso ed ingombro, permettere di raggiungere temperature più basse, quindi, a parità di temperatura, un sacco in piumino sarà più leggero e meno ingombrante, quello si.
Se invece parliamo di piuma, le cose si ridimensionano un po’, i moderni sintetici ad alte prestazioni si avvicinano tranquillamente alle prestazioni delle imbottiture in piuma, quindi la differenza non esiste più.

Di contro, il piumino è un po’ più delicato, nettamente più costoso, e più sensibile all’umidità. Quest’ultimo punto può diventare delicato se si decide di dormire “en plen air”, senza una tenda sopra la testa, in questo caso, un coprisacco impermeabile e traspirante, o un sacco a pelo impermeabile (ne esistono) è quasi d’obbligo, finchè si usa una tenda e non si è esposti direttamente alle intemperie il problema è relativo. A questo punto verrebbe da pensare che, parlando di piumino, un sacco a pelo dotato di membrana impermeabile e traspirante sia comunque meglio, il problema è che, a parità di imbottitura, un sacco a pelo impermeabile è MENO CALDO di uno non impermeabile, questo perchè l’impermeabilità, comunque, riduce la traspirazione e tende ad inumidire l’imbottitura. Tanto per fare un esempio, il medesimo sacco a pelo prodotto da Marmot, il modello “never summer”, ha una differenza di 3° a favore della versione senza membrana impermeabile e traspirante, su altre marche si rilevano differenze anche più consistenti. Quindi, se non dormite all’aperto in inverno, un sacco a pelo con membrana è perfettamente inutile.

Posto quanto sopra, la scelta tra piumino e sintetico, secondo me, è assolutamente personale, entrambi i sacchi possono raggiungere le medesime temperature, se potete permettervi un sacco leggermente più pesante ed ingombrante, se ne trovano di eccezionali in sintetico, se peso e ingombro sono priorità assolute, allora il piumino è una scelta obbligata anche se più dispendiosa. Per quanto mi riguarda, per l’inverno, ho preso un sacco in piuma, con una minima di comfort pari a -18°, ma solo perchè l’ho trovato in offerta ad un prezzo pari al sintetico, altrimenti avrei optato per il secondo. Per l’estate invece ne ho due leggeri, uno in sintetico ed uno in piuma, e direi che sono assolutamente equivalenti, anzi forse il sintetico è un po’ più morbido perchè quello in piuma ha diversi anni di onorata carriera e si è un tantino “sgonfiato”.

sacco alligatore

C’è poi un altro dettaglio, le aziende più “serie” fanno i sacchi a pelo in diverse taglie, un sacco a pelo troppo stretto è maledettamente scomodo, uno troppo grande farà da “polmone” ogni volta che vi muovete riempiendosi di spifferi gelidi, case fanno anche sacchi a pelo “extra large”, se siete particolarmente robusti tenetene conto, già abituarsi ad un sacco a mummia può richiedere un po’ di tempo, se in più ci si è incastrati dentro può diventare veramente fastidioso.

 

 

Nikwax-down-wash

PUNTO TERZO: DUE DRITTE SULLA MANUTENZIONE

Un paio di parole sulla manutenzione, entrambe le imbottiture si possono lavare tranquillamente in lavatrice (il meno Nikwax-down-proofpossibile, e con ciclo delicato), il piumino richiede l’uso di saponi appositi, la cosa migliore è usare due prodotti, il primo per il lavaggio vero e proprio, il secondo per “impermeabilizzare” la piuma, questo non rende impermeabile il sacco a pelo, sia chiaro, rende solo idrorepellenti le singole piume che così sono meno sensibili all’umidità. Personalmente ho sempre usato i prodotti nikwax, questo per lavare e questo per trattare le piume dopo, ma sul mercato se ne trovano diversi e tutti piuttosto validi. Per il solo lavaggio va bene anche il normale sapone di Marsiglia liquido. Sia per il piumino che per il sintetico, io evitato di usare ammorbidenti e ripeto il risciacquo due volte.

Quando si toglie il sacco a pelo dalla lavatrice, soprattutto se è in piumino, si trova l’imbottitura completamente impaccata negli angoli, questa cosa fastidiosa può essere ridotta buttando qualche palla da tennis nel cestello della lavatrice.
Una nota riguardo all’uso dell’asciugatrice, non è vietato ma è bene attenersi scrupolosamente a quanto prescritto da ogni fabbricante, il rischio è quello di mandare in vacca il vostro splendido sacco a pelo. Nel dubbio io evito e lo faccio asciugare all’aria.

Infine una nota riguardo a come mettere via i sacchi a pelo, tutti. Quando non li usate evitate di tenerli schiacciati nella loro sacca, restare sempre e costantemente compressa, magari per mesi, non fa bene a nessuna imbottitura. Teneteli in un cassetto insieme alle trapunte, o in un saccone in cotone, i più belli vengono già forniti con un sacco in rete fatto apposta. Quando invece dovete riporlo nella sua sacca per trasportarlo, pochi sanno che il sistema più facile non è arrotolarlo: in genere ci si trova in mano un krapfen da 50cm di diametro che dovrebbe entrare in una sacca da 25; la cosa più pratica è chiuderlo, prenderlo dal fondo e schiacciarlo un po’ per volta all’interno della sacca, le prime volte sembra impossibile, ma con un minimo di pratica entra con facilità (non fate battute, bestie!), così facendo si evita anche di piegare le cerniere sempre negli stessi punti, allungandone la vita.

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Isolamento, impermeabilità, traspirazione… un po’ di chiarezza

Visto che, finalmente, sembra stia smettendo di piovere a favore di un bel freddo tonificante, vorrei riprendere l’argomento “abbigliamento invernale” che avevo già trattato QUI, e parlare un po’ di membrane ed imbottiture.

Giusto poco fa, leggevo una discussione su Facebook nella quale qualcuno sosteneva che il goretex “è impermeabile e traspirante ma, a causa di questa sua peculiarità, non è adatto a proteggere dal freddo”; più giù qualcuno sosteneva che col goretex ci si bagna “se non si mette una vera membrana impermeabile sotto” e più giù ancora che “il meglio è la cerata”.
Direi che c’è un po’ di confusione, soprattutto perchè impermeabilità ed isolamento sono due cose totalmente diverse.

L’impermeabilità, come è facile intuire, è la capacità di non far passare l’acqua da un lato all’altro di una membrana, quando l’impermeabilità è assoluta, non passa nemmeno il vapore.
L’isolamento è la capacità di mantenere una temperatura costante al variare della temperatura esterna.

Il miglior isolante che esista è l’aria ferma ed asciutta, ecco perchè i capi più isolanti sono quelli che riescono a trattenere più aria. Una imbottitura di buona qualità, occupa un sacco di volume con una minima quantità di materiale, nel caso delle imbottiture sintetiche si misura il peso al metro cubo, nel caso del piumino si usano i CUIN (CUbic Inches), che indicano il volume, in pollici cubi, di un’oncia di piuma, sono due unità di misura opposte ma che misurano esattamente la stessa cosa: quanta aria riesce ad intrappolare una certa quantità di imbottitura. Imbottiture di scarsa qualità sono dense, pesanti, ed hanno dentro pochissima aria, quindi isolano poco.

CUINIl miglior impermeabile che esista, è la plastica, o il tessuto cerato, o spalmato, comunque a tenuta stagna

Il problema è che spesso l’impermeabilità va a scapito della termicità.
E questa è la cosa che crea più disorientamento, come può un tessuto più impermeabile essere meno termico di uno addirittura NON impermeabile? Semplicemente perchè oltre all’umidità esterna, c’è quella interna, noi sudiamo, sempre, comunque, anche restando fermi, anche se fa freddo. Magari sudiamo meno, ma la traspirazione corporea avviene SEMPRE, e quando la traspirazione incontra uno strato esterno impermeabile e freddo, ci si condensa sopra e da vapore si trasforma in acqua. E siamo bagnati…

A questo punto entrano in gioco le membrane traspiranti, Gore-Tex, Sympatex, Drytex, H2Out, sono tutti marchi commerciali che indicano tessuti che -nelle intenzioni del

proprietatessutiproduttore- tengono fuori l’acqua e fanno uscire il vapore in modo da evitare che si formi condensa.

Quindi no, il goretex non tiene caldo, ma perchè non è nato per tenere caldo, è nato per tenere asciutti e per evitare condensa.
E le cerate? Le cerate NON sono “più termiche del Gore-Tex” (o di qualsiasi membrana), sono semplicemente più impermeabili, l’impermeabilità di un tessuto si misura in mm di acqua, ovvero l’altezza della colonna d’acqua (e quindi del peso, e della pressione, della medesima) che il tessuto può sopportare prima di iniziare a farla trafilare. Una cerata, o una ipotetica giacca di plastica, ha teoricamente una impermeabilità assoluta, una membrana traspirante è inevitabilmente “meno” impermeabile, parliamo comunque di colonne d’acqua talmente alte da potersi considerare comunque a tenuta anche quando, viaggiando in velocità, l’acqua sbatte sul tessuto conforza e quindi con una pressione maggiore della semplice pioggia. Il problema delle cerate è che non traspirano NULLA e quindi torniamo al problema della condensa, spendiamo un cifrone di abbigliamento intimo ultra tecnico, che allontana il sudore dalla pelle, lo trasporta all’esterno, tiene asciutti, non puzza e ci fa anche due coccole, e poi il sudore trasportato all’esterno dalle fichissime mutande tecniche, si scontra con la cerata, condensa, e voilà, palle in umido.

Quindi, a mio modestissimo giudizio, la cerata è superiore solo in un caso: quando si debba guidare per ore ed ore sotto l’acqua battente, e solo per evitare di trovarci con l’esterno del completo fradicio, pesante dodici Kg, e che ci mette tre giorni ad asciugare. Per il resto, una bella membrana, con sotto una bella imbottitura è sempre migliore.

E vorrei aggiungere due righe riguardo al windstopper, che secondo alcuni è il non plus ultra da portare sotto al completo in cordura. Mi spiace, ma non serve assolutamente a nulla di più di un buon pile, anzi è meno caldo: il windstopper, come dice il nome, ha una membrana antivento laminata al pile che serve a fermare l’aria, per leggera e sottile che sia, anche lei riduce la traspirazione. Quindi, considerato che abbiamo GIA’ addosso uno strato (anzi, coi completi invernali spesso tre) che è perfettamente antivento, che senso ha metterne un quarto sotto, quando lo stesso effetto isolante, o addiruttura migliore, si ottiene con un semplicissimo pile?