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Senza parole, o meglio, ne bastano poche.

Questo è lo spot “ufficiale” del KTM990 adventure (quando è uscito il 950 non c’era ancora stato il boom di youtube e non ho trovato un video dedicato, anche se questo è girato con un 950)

 

Questo è lo spot ufficiale del nuovo KTM 1290 Superadventure

 

A parte la ovvia differenza di qualità video… notate niente?

 

Potete dire quello che volete, che è quello che vuole il mercato, che è quello che la gente compra, blah blah blah, ma la seconda NON E’ parente della mia adventure. Non ne è nemmeno l’evoluzione, è un’altra moto.
E un po’ mi dispiace, perchè un’altra vera “adventure” non esiste.

Accessori, abbigliamento, materiali #2 GIVI Trekker Outback

Inizio con un riassunto, TANTO riassunto:

Sorprendenti, punto.

Metto subito le mani avanti, qualcuno potrebbe accusarmi di essere di parte, visto che le medesime mi sono state fornite da GIVI, ma i maltrattamenti sono maltrattamenti, le cadute sono cadute, le borse sono ancora sane ed hanno tenuto benissimo, quindi le chiacchiere stanno a zero.

La descrizione generale la potete trovare sul sito dedicato http://www.trekkeroutback.it quindi eviterò di tediare scrivendo come sono fatte, il fattore estetico è ovviamente soggettivo, i bauli in alluminio a me piacciono, altri non li possono soffrire, indiscutibilmente questi sono ben realizzati e ben rifiniti.

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Sono sempre stato scettico rispetto ai vari sistemi di fissaggio automatici, con ganci e molle, ritengo che siano ottimi e molto pratici per il turismo, ma per il fuoristrada penso siano più affidabili dei sani sistemi con viti e dadi, inoltre, dopo un’esperienza un tantino negativa avuta in Albania (la lamiera delle mie vecchie borse si è letteralmente strappata in corrispondenza dell’attacco, che invece ha tenuto, ho preso l’abitudine (consigliato anche da motoviaggiatori molto più esperti di me) di aggiungere una bella cinghia in nylon intorno alla borsa medesima in modo da evitare qualsiasi tipo di dondolamento e vibrazione in fuoristrada. Al momento del montaggio, in GIVI, invece mi è stato detto “prova a non usare le cinghie, così vediamo come si comporta l’attacco”, ok, per sicurezza io comunque me ne porto dietro un paio, che non si sa mai.

Il sistema di aggangio/sgancio è indiscutibilmente pratico, giri la chiave, tiri una levetta, ed hai la borsa in mano. Per rimontarle, chiave girata o meno, appoggi la borsa, spingi, senti CLACK e la borsa è fissata, però boh, da buono scettico, mi riservo di vedere poi sul campo quanto il sistema resterà funzionale dopo essere stato strapazzato a dovere.

Il primo impatto col fuoristrada è uno sterratone veloce e poco dissestato, sembra una cosa da poco ma, secondo me, è una delle situazioni peggiori per una borsa (cadute a parte), le vibrazioni sono sicuramente peggio di qualsiasi urto e, con tempo e pazienza, riescono a smontare qualsiasi cosa, mi faccio questi primi 50Km e, per ora, le borse non si muovono.

Bene, ma ci mancherebbe anche che dessero segni di cedimento dopo 50Km 🙂

caduta1Nel frattempo è arrivata la prima caduta, mi infilo nella sabbia e appoggio in terra la moto da fermo, le borse si impolverano e basta, almeno sono sicuro che gli attacchi reggono il peso e la lamiera non si schiaccia; continuo, ed arrivo al primo crash test un po’ più “serio”. Mi infilo in un canale, mi pianto e stavolta la botta è pesante e su fondo nettamente più duro.

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Rialzo la moto, controllo i danni, finalmente sono riuscito a lasciarci dentro un segno di guerra, (mi scuso per la qualità dell’immagine ma è stata scattata col telefono, dopo una pulizia sommaria), il fissaggio invece non sembra aver subito danni di sorta, si sgancia perfettamente e si riaggancia altrettanto bene. Ok test superato a pieni voti.

Intanto, su strada, noto che, rispetto a quelle che avevo prima, l’effetto “bandiera” si sente nettamente meno, questo è probabilmente dovuto al fatto che le mie vecchie borse erano parecchio  più larghe e soprattutto montate più inclinate, quindi, a velocità autostradali, tendevano a funzionare come uno spoiler schiacciando il posteriore della moto ed alleggerendo la ruota davanti. Bene, è un problema che avrei potuto risolvere anche sulle precedenti, ma fa piacere notare che su queste non c’è. Sono comunque sufficientemente larghe da farci stare tutto quello che serve.

fondo dissestato

Appurato che reggono bene gli urti, passiamo al test peggiore, le foto le avete già viste in un altro articolo, qui le ripropongo in dettaglio:

Dopo aver retto l’abuso della foto qui a destra, arriva il fangone, mi scivola un piede, mi ribalto, mi alzo, mi giro guardo la moto e…. NOOOOO, la borsa è immersa completamente, come da foto, non riesco a muovere la moto e, prima di fare qualsiasi cosa, devo scaricare tutto il bagaglio, quindi resta immersa per un bel po’, compresi tutti i tentativi a vuoto per smuoverla prima di trovare la soluzione.

Si, ok, dopo questa, ci ho trovato un dito di acqua sul fondo, però bisogna considerare due cose, la prima è che le borse hanno un forellino sul fondo per compensare la pressione, altrimenti una volta scesi dalla montagna non si aprirebbero più, e il fatto che con la moto appoggiata di peso sopra, la lamiera comunque si deformi un minimo, può compromettere la tenuta della miglior guarnizione del mondo.

annegamentoE’ comunque buona norma mettere in sacchetti impermeabili TUTTO quello che si può rovinare, anche se dentro ad una borsa metallica, altrimenti chi lo spiega alla mamma che la macchina fotografica da millemilaeuri regalo dell’ultimo natale e tenuta comeun gioiello è annegata in una pozza fangosa nel cuore dei Pirenei? 😀

Il bilancio dei danni risulta quindi ammontare ad un paio di sacchetti e la sacca della tenda sporchi di acqua fangosa, niente di preoccupante. Tenetene comunque conto se decidete di metterci roba sensibile all’acqua e pensate di fare immersioni prolungate. In merito alla tenuta all’acqua parleremo ancora tra poco.

La cosa che mi ha sorpreso di più è stata la serratura con relativo sistema di fissaggio: dopo essere finita nel fango, aver preso polvere da umida, essere stata maltrattata e inzozzata in tutti i modi possibili ed immaginabili è ancora perfettamente scorrevole, la cosa penso che abbia sorpreso anche i tecnici GIVI, dopo aver visto quello che ha subito :D.

A fine tour le borse sono ancora perfettamente fissate, non hanno preso gioco, gli attacchi non hanno segni di usura, unica nota, sulla borsa destra (la stessa che ha subito tre cadute, l’immersione e -per non farsi mancare niente- era anche più pesante dell’altra), l’indicatore del corretto fissaggio della medesima, che da rosso diventa verde quando la borsa è agganciata, resta a metà, cioè non cambia colore del tutto. A detta di un tecnico il problema è dovuto al precarico della molla interna delle mie che erano praticamente una preserie. La borsa è comunque inamovibile, si tratta solo di un problema “ottico” che verrà risolto.

Aggiungo una foto relativa alla tenuta all’acqua in condizioni normali, i 250Km sotto la pioggia battente fatti tra Spagna e Francia non hanno creato nessun problema, ma io sono uno scettico bastardo e ho voluto fare un ulteriore test:IMG_20130901_122441[1] IMG_20130901_122429[1]
La valigia è quella più maltrattata, e la pompa dell’acqua è in modalità “ti lascio i lividi”, puntata direttamente sulla guarnizione. L’interno della borsa è rimasto perfettamente asciutto.

Ora dite pure che sono di parte 🙂 ma a me ‘ste borse sono piaciute da impazzire, se non le avessi già le comprerei. Oltretutto costano anche qualcosa meno delle concorrenti più conosciute tra i viaggiatori fuoristrada, e si sganciano con una levetta 😀

Turn right…

on unpaved road.

ARGH, no basta, ho deciso di fare la tirata unica da Ainsa a Pamplona ma questa indicazione del GPS, stavolta, mi sa di minaccia. Mi rifiuto anche se, secondo lui, sono solo 6km di strada pianeggiante, ne ho avuto abbastanza.

Immagine

Ieri ero ad Ainsa, ho deciso di dare una sistemata alla moto perchè il bulbo della pressione è andato e sputa olio come un lama, è un problema stupido ma, per risolverlo, devo sbudellare mezza moto, va beh, mettiamoci di buona lena e via.

Giù la carena, giù i serbatoi, giù i carburatori e la scatola filtro. Trovo il bulbo maledetto (non poteva essere in una posizione più accessibile? Maledettolui…) lo smonto, arrivo da un meccanico auto seguendo il consiglio telematico dell’amico Giampiero Pagliochini (magie della tecnologia, lui in Ladakh, io in Spagna, si parla di come sistemare la moto), il pezzo è standard, mi faccio dare il ricambio, torno sulla paziente e provo a sostituirlo… merda, ha la filettatura diversa, torno dal meccanico, glie lo restituisco e mi sento dire che aveva qualche dubbio, perchè normalmente hanno un filetto più sottile di quello che ha lui. DIciamo che se anche me lo fossi portato dietro non sarebbe cambiato nulla, avrei solo fatto due passi di meno per riportare quello “sbagliato”, in compenso avrei potuto farmi dare un bullone con cui sostituirlo eliminando la spia dell’olio (che comunque sta funzionando solo quando vuole, quindi è inutile)

Alla fine rimonto tutto e parto alle 3, con il FERMISSIMO proposito di fare solo asfalto. Ha piovuto tutta notte e non sono più in montagna, le sterrate sono nel bosco e non ho nessuna voglia di impantanarmi.

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Fermissimo proposito una fava, fatta una 15ina di Km, sul GPS si vede una stradina che si allontana dalla carretera principal per tornarci più avanti… sembrano pochi km, sembra invitante… è l’inizio del delirio; fatti i primi km facili e scorrevoli il fondo si fa più brutto ma, non so bene per quale stupida botta di intelligenza, decido di andare avanti, e diventa peggio. Il fondo asciutto però mi da fiducia e, felicemente scemo, mi incaponisco ad andare avanti. E il bello è che mi sto anche divertendo, tanto parto comunque dal presupposto che vado piano e sono strade su cui è facile trovare fuoristradisti o escursionisti e quindi mi sento relativamente “sicuro”. Quello a cui non penso è che, finchè la strada è in pendenza l’acqua drena, ma il fondo è argilloso e appena arrivato in piano… sotto agli alberi dove il sole non batte… GULP.

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bellomio qui ci resti dentro, stavolta la tentazione di girare la moto e scendere è forte ma decido di vedere com’è, le pozze non sono troppo profonde e i fondo sembra solido, passiamo la prima, passiamo la seconda, arrivo all’ultima, sembra più brutta ma è l’ultima davvero, poi è tutta discesa al sole. Entro piano, i piedi appoggiati per zampettere ‘sto centinaio di metri, ma, come scritto sopra, il fondo è argilloso, SGUISH -pied – aiut – SPLATACIAF, moto in terra e io tuffato a pesce nel solco, che oltretutto si rivela profondo un buon mezzo metro.

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Sono fradicio ma è l’ultimo dei problemi, guardo la moto e…. NOOOO adesso come la tiro su? Provo a sollevarla ma sembra diventata un tutt’uno col fango, che oltretutto sta cercando di togliermi gli stivali. Tira, molla, spingi, è come spostare un pilastro, risultati zero.
– Prima idea, aspetto che arrivi qualcuno… “bravo genio, sono le sei di sera, chi vuoi che passi?”
– Seconda idea, mi cambio, tiro fuori il sacco a pelo, dormo qui e domani arriverà qualcuno, è domenica e ci saranno gitanti. Tanto ho due litri di acqua, il fornello, e un’ottima busta di risotto coi funghi, potrebbe anche essere piacevole. “si, e se non passa nessuno?”

Ragioniamo…

Prima cosa, smontare il bagaglio, operazione che aveva già fatto tanto ridere qualche presunto maestro di fuoristrada, ma che in qualche caso si rivela indispensabile, poi prendo un grosso palo e provo ad usarlo come leva; niente. Alla fine tirando e spingendo dal telaietto portaborse riesco a sollevare il culo della moto in modo da appoggiare il bauletto sulla costa tra i due canali, da qui la situazione diventa più semplice, riesco a tirare in piedi la moto, ma il fango sta sempre cercando di rubarmi gli stivali (sono dentro fino alle ginocchia) e non riesco a salire. Mi viene quasi da ridere da tanto che è grottesca la situazione 😀

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Alla fine, in un modo o nell’altro, riesco a spingere fuori la moto, sono bagnato fradicio, sudato marcio, sfinito che non mi muovo più, ma sollevato e soddisfatto come poche volte in vita mia. Uscito da li, gli ultimi km di pietre e sassi non li vedo nemmeno, ci volo sopra senza manco pensare, voglio tornare sull’asfalto e, appena ci arrivo, mi concedo anche una foto autocelebrativa, si, dopo questa, me la voglio menare un po’ 😀

GPS –> select destination –> Pamplona “TURN RIGHT ON UNPAVED ROAD”, mi metto a ridere come un deficiente e mando affanculo a pieni polmoni il garmin, io offroad non ci torno, faccio 35Km di più ma resto sulla paved road. Forse se mi fossi ricordato di ri-settare le impostazioni di routing nel modo giusto, avrei evitato di insultare il povero apparecchio.

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Mancano 120Km a Pamplona, i primi 30 di curve splendide, gli ultimi di superstrada che, coi vestiti bagnati e di sera, si rivelano un calvario, chi si aspettava che in mezzo alla spagna in agosto ci fossero meno di 20°?

Oggi giornata da turista, birre, tapas, macchina fotografica al collo e via in giro per Pamplona in  braghe corte e maglietta. Domani arrivare all’oceano è un tiro di schioppo.

Direi che sono al giro di boa, domani DAVVERO solo strada normale, giuro, se mi vedete cambiare idea impeditemelo, e poi, in Francia, statali, che conosco già e sono splendide, quindi mi lascio andare a qualche considerazione.
ho dovuto smontare la moto un botto di volte, mi ero anche autoaccusato di aver trascurato la manutenzione ma, a conti fatti, il regolatore di tensione quando brucia, brucia, indipendentemente dalla manutenzione o dall’età della moto, sono solo stato fesso a non accorgermene dal voltmetro e così mi sono giocato la batteria. Lo stesso vale per il bulbo della pressione, hai voglia a controllare tutto e manutenzionare, un bel giorno decide di cedere e, splaf, la moto piscia olio, al prossimo viaggio avrò un ricambio in più, non costa nulla e non ingombra, l’avessi avuto, avrei risolto il problema in un’ora di fai-da-te.

Tralasciate queste due, che sono state autentiche botte di sfiga, non prevedibili in nessun modo, e nemmeno imputabili a me, o a “poca affidabilità”, il kappone è un mulo, l’ho trattato male, sbattuto in terra, fatto girare con poco olio e, nonostante tutto, va come un treno, quindi basta prenderlo in giro, che gli voglio bene.

Il piRlota? Lasciatemelo dire, sono soddisfatto. Non ho fatto tutto il furistrada che speravo di fare, un po’ ho perso tempo per gli imprevisti e un po’, sinceramente, ho giudicato che fosse troppo per i miei mezzi, da solo. Va bene così, probabilmente avevo pensato di riuscire a fare pipì più lontano 😀

Infine, per chi ha seguito il mio profilo facebook, i miei migliori complimenti al personaggione che ci ha messo dell’impegno per avermi sempre nei suoi pensieri, rendendosi sommamente ridicolo senza rendersene conto. Se da un lato sono contento di essere così considerato da avere l’onore di essere “giudicato” dal vate sommo del motociclismo bicilindrico offroad, da un altro lato sono ancora più contento di aver fatto così tante risate in MP o whatsapp, con amici abbastanza intelligenti da non buttarsi in una discussione inutile e che si commenta da sola, averi dovuto mollarla prima ma non ho resistito, lo ammetto 🙂