Etichettato: lezioni di guida

Il SUO punto di vista. L’opinione di Maria.

IMG_20141005_164319Penso sia capitato a quasi tutti i motociclisti di essere vittime dell’idea di mettere in sella la propria compagna.
Qualcuno non ci riesce, qualcuno si, ma cosa succede di preciso quando ci riesce?
Succede che poi, se ha un blog, vuole un articolo. E quella è la parte più difficile.

(Quello che succederà appena vede la foto qui a fianco, ve lo risparmierò, sarà cruento)

 

 

 

Questo è un videoriassunto.

E questo è quello che pensa, senza filtri intermedi.

Ricordo perfettamente lo sguardo terrorizzato dell’esaminatore della motorizzazione quando tagliai con disinvoltura la strada a un furgone bianco. La patente però me la diede comunque.

“FBL” mi disse

“FBL?”

“Fa balà l’occ!”

Il mio sguardo vacuo a quella che doveva essere una illuminante spiegazione fece comparire nei suoi occhi un guizzo di ripensamento, ma l’omino della scuola guida con una disinvolta gomitata mi salvò dall’impiccio.

La foto della mia patente è proprio venuta bene. Sarebbe stato un peccato.

Non è che le cose poi, con gli anni (pochi eh!), siano molto migliorate. Ma le due ruote sono un’altra cosa, giusto?

E spero che siano un’altra cosa anche rispetto alla bici, che di ruote sempre due ne ha. No, perché i vigili riescono a tirarmi le orecchie pure quando pedalo. E la mia bici è poco più che un triciclo.

Questa premessa può spiegare lo sgomento di chi mi conosce nel vedermi inerpicata sopra un KTM 950.

Pesante. Molto pesante.

Enorme. Molto enorme.

E alto. Molto alto.

E io appollaiata là sopra che comincio a chiedermi ‘perché?’ e cerco di stirarmi le gambe più che posso. Per la prima volta nella mia vita mi sento bassa. Eccolo il primo insegnamento motociclistico: essere bassi è una fregatura. Pure se non lo sei.

Stira la gamba, non inclinare la moto, stira la gamba non inclinare la moto.

E non è che vedere le foto di Gaston Rahier, che nano lo era davvero, mi sia di gran conforto.

Stira la gamba, non inclinare la moto, stira la gamba non inclinare la moto.

Mi concentro.

Trovo un equilibrio precario e cerco di focalizzarmi su quello che dice il Pelati.

Stira la gamba, non inclinare la moto, stira la gamba non inclinare la moto.

‘Premi la frizione e metti la prima’

FBL almeno era un segnale in codice. Questo è italiano, ma lo sguardo vacuo è lo stesso di tanti anni fa. Ehm… pochi anni fa. Pochi!

Stira la gamba, non inclinare la moto, stira la gamba non inclinare la moto.

Ok, certo, se ci sono le marce ci deve essere una frizione. Logico. Che la frizione stia al posto del freno anteriore, però come facevo a saperlo? E sono sicura che non dipenda dal fatto che sono concentrata a non scatafasciarmi in terra col kappone.

Il neurone, quando non è impegnato a stirare la gamba e a non inclinare la moto, sbraita un sempre più isterico ‘PERCHE’?’

Comincio a credere che abbia ragione.

L’entusiasmo che dovrei avere io lo vedo tutto nel Pelati, ma temo sia tardi per i ripensamenti.

E allora parto. Parto.

Wow. Si muove.

Fico. Non cade.

Wow. WOW. UuuuH WOW sto andando! Sto andando!! STO AAANDANDOOOOO!!

E’ iniziata così.

Il neurone il perché alla fine non l’ha mica ben capito, però ha smesso di urlare e secondo me si diverte un casino.

P.S.: ovviamente appena mi sono fermata sono caduta. Io e il kappone. Forse in quel momento il Pelati ha perso l’entusiasmo iniziale. Il suo entusiasmo maltrattato l’ho adottato io. E a lui ho lasciato i miei ripensamenti. Ma ormai è tardi. Il neurone si è messo il casco.

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